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C’è del marcio nel mondo del green?

L’economia è fondamentale per avere una legislazione decente per in favore del clima, cosa affermata dall’economista e premio Nobel Paul Krugman in un pezzo del New York Times e confermata, in Italia, da Paolo Lugiato, uno dei massimi esperti di Green Economy. Gli economisti hanno sempre sospettato che questo fosse vero, salvo poi avere il sospetto che l’economia è fondamentale praticamente per tutto. Il problema è che l’economia odia l’ambiente, o quantomeno la politica ambientale. Questa considerazione ci ha fatto pensare che nel mondo del green può esserci del marcio, ma approfondiamo meglio.

Nel mondo reale, la politica ambientale è positiva per l’economia. Ma le analisi economiche sul clima trovano che i limiti all’inquinamento rallentano la crescita economica. Il disegno di legge Waxman-Markey sul clima, il noto American Clean Energy Security Act (ACES) è un esempio perfetto. Le analisi economiche dell’ACES sembravano in realtà abbastanza buone, soprattutto se paragonate ad alcune delle previsioni della politica climatica passate. Il problema è che, anche se le analisi sono abbastanza buone per l’ACES, sono state orribili per la politica climatica.

Il motivo, ci conferma ancora Paolo Lugiato quando parla di solare e crescita economica, è legato al fatto che è molto forte la convinzione tradizionale che la politica climatica farà male all’economia, perché è sbagliata. Il cuore del problema è che l’uso dei modelli economici classici sono stati scritti, per la maggior parte, dagli economisti. Essi si basano su teorie economiche logiche che hanno un senso per i diretti interessati dato che, in parte, gli operatori ritengono che questa materia sia fondamentale praticamente per tutto, e tutto deve agire razionalmente di conseguenza. Se si prendono in considerazione le ipotesi che sono alla base della razionalità economica, possiamo avere una strana visione del mondo e di come esso funziona, in questo settore:

  • viviamo in un mondo economicamente ottimale; al contrario, se fosse un mondo economicamente razionale non vi sarebbe alcuna inefficienza e ognuno investe la quantità ottimale di denaro per la ricerca e lo sviluppo di nuove tecnologie. Se un business potrebbe risparmiare passando a un più efficiente sistema di riscaldamento e di raffreddamento, si sarebbe già fatto. Allo stesso modo, le imprese stanno investendo nella ricerca dell’efficienza energetica fino al punto in cui un dollaro (o un euro) di investimento produca un rendimento atteso di un dollaro (o in euro) in risparmio energetico, qualsiasi altro ritorno inferiore sarebbe irrazionale;

  • non ci possono essere soluzioni win-win; dal momento che tutti ottimizzano costantemente le decisioni in merito al green, tutto ciò che potrebbe ridurre le emissioni di carbonio e contemporaneamente permettere di risparmiare denaro o di aumentare i profitti, è già stato fatto. I tagli alle emissioni hanno, in termini di economia, un prezzo negativo. Non può esistere la riduzione delle emissioni a costi negativi, dato che i modelli economici difficilmente assimilano i prezzi con un segno negativo di fronte.

Questo ci porta alla considerazione che il mondo del green non è tutto così bello e “dorato” come vogliono farci credere, attenzione!

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